F O R M A | Architetti nel Regno Unito - Qualificazioni professionali
Breve guida alle qualificazioni professionali per diventare architetti nel Regno Unito.
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Architetti nel Regno Unito – Qualificazioni professionali

Gli istituti di riferimento

Al contrario dell’Italia, dove la professione dell’architetto è tutelata e regolata da un solo ordine professionale, nel Regno Unito gli istituti di riferimento sono due.  

L’Architects Registration Board (ARB) fu istituito nel 1997 dal Parlamento britannico per assicurare il mantenimento degli standard professionali e legittimare l’uso del titolo “Architect”. Per “mettere la firma” a proprio nome su un progetto nel Regno Unito è obbligatorio comparire nel “Register of Architects” . Ogni sole practitioner deve attenersi agli standard dell’ARB a pena di essere multato o, nella peggiore delle ipotesi, disabilitato.

Il Royal Institute of British Architects (RIBA) fu fondato nel 1837 come associazione per la promozione della disciplina e della cultura architettonica. Negli anni l’istituto è diventato il punto di riferimento per tutti i professionisti britannici e sempre di più per architetti internazionali e ha promosso la diffusione dell’architettura nel sistema educativo nazionale. Le qualificazioni del RIBA sono suddivise in tre parti, chiamate Part 1, Part 2 e Part 3.  Per entrare nell’Architect Registration Board, e quindi praticare la propria professione con la “firma” da architetto, è obbligatorio essere qualificati fino alla Part 3 o a un suo equivalente.

Il processo di qualifica

La Part 1 è ottenuta al compimento della prima fase di studi universitari, quando lo studente ottiene un Bachelor of Art (BA), Bachelor of Science (BSc) o Bachelor of Architecture (BArch). Questi titoli equivalgono alla triennale dell’ordinamento italiano.

Dopo un anno di esperienza lavorativa in uno studio accreditato (opzionale) e al completamento degli studi universitari specialistici obbligatori (Dip Arch o MArch), lo studente è esentato, ovvero ha completato automaticamente, la Part 2 del RIBA.

Per ottenere la Part 3 è necessario maturare almeno 24 mesi di esperienza professionale sotto la supervisione di un architetto qualificato. I candidati all’ottenimento della Part 3 vengono anche valutati sulla base del loro Curriculum Vitae, della loro carriera e di un caso studio preparato per la commissione esaminatrice. I candidati devono infine superare un esame scritto e un esame orale in cui gli aspetti più avanzati della professione, compreso il management e la giurisprudenza, vengono verificati.

Se la candidata supera gli esami e viene giudicata qualificata, la Part 3 è completata. Questo le permetterà di iscriversi all’ARB e di diventare una “Chartered Member” del RIBA, completando tutte le fasi di qualificazione per la professione di architetto.

Architetti europei e Brexit

Molti architetti italiani che operano nel Regno Unito non hanno studiato in università riconosciute dal RIBA ma hanno completato gli studi e si sono qualificati in Italia. Nonostante la Brexit, il sito dell’Architect Registration Board assicura che per il momento il titolo di Architetto ottenuto in un paese dell’Unione Europea è ancora riconosciuto nel Regno Unito, permettendo quindi a chi è già iscritto all’Ordine italiano di trasferire automaticamente e utilizzare il titolo nel Regno Unito senza l’obbligo di ottenere la Part III del RIBA. Nonostante ciò, sarà importante osservare le negoziazioni per la Brexit per capire se in futuro la strada per diventare Architect sarà più laboriosa. Alcune delle domande più comuni su questo tema sono già state considerate dall’ARB.

In un clima di incertezza politica, il consiglio di molti professionisti ed esperti per evitare mal di testa burocratici nei prossimi anni è di ottenere più titoli e certificazioni possibili adesso. Finché non si legifera diversamente, i diritti degli europei che lavorano nel Regno Uniti sono intatti. Per i pessimisti: trasformate il vostro titolo di “Architetto” italiano in titolo britannico iscrivendovi all’ARB prima possibile. Per gli ottimisti: anche.

FORMA continuerà a monitorare i cambiamenti post-Brexit del sistema professionale inglese e dei diritti-doveri degli architetti italiani. Stay tuned.

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